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  • Il Braille: il codice che dà la libertà di conoscere ai ciechi

    Il Braille: il codice che dà la libertà di conoscere ai ciechi

    Perché il Braille è ancora essenziale, tra carta, tecnologia e vita reale

    Oggi, 4 gennaio, si celebra la Giornata Internazionale del Braille, che coincide con la nascita di Louis Braille.
    Non è solo una data simbolica: è un invito a fermarsi un momento e a guardare più da vicino qualcosa che spesso viene dato per scontato o, peggio, archiviato come superato.

    Il Braille non è un oggetto del passato.
    È presente, vivo, concreto.
    È una scrittura che continua a offrire autonomia, possibilità, dignità a milioni di persone cieche, anche — e soprattutto — in un mondo dominato dal digitale.

    Parlarne oggi significa parlare di libertà, di accesso reale alla conoscenza, di futuro.

    Mani che leggono un libro in Braille

    Cos’è il Braille e perché non è “solo un aiuto”

    Il Braille è un sistema di lettura e scrittura tattile basato su una cella di sei punti in rilievo, disposti in due colonne verticali. Ogni combinazione rappresenta lettere, numeri, segni di punteggiatura, simboli matematici, scientifici e musicali.

    Non è un linguaggio alternativo, né una scorciatoia.
    È una scrittura completa, con regole precise, che consente di leggere e scrivere in modo diretto, senza mediazioni.

    Questo è un punto cruciale, spesso sottovalutato:
    il Braille non serve solo a sapere cosa c’è scritto, ma a capire come è scritto.

    Ortografia, punteggiatura, struttura della frase, formule matematiche: il pensiero prende forma anche attraverso questi dettagli.
    Senza una scrittura, non c’è vera alfabetizzazione.
    Senza alfabetizzazione, non c’è piena autonomia.


    Louis Braille: quando un’intuizione cambia il mondo

    Louis Braille perde la vista da bambino, in un’epoca in cui l’istruzione per le persone cieche è limitata, frammentaria, spesso umiliante. I pochi libri disponibili sono enormi, difficili da consultare, inadatti allo studio vero.

    A soli 15 anni, Louis immagina qualcosa di radicalmente diverso: una scrittura pensata per le dita, rapida, compatta, efficiente.
    Un’idea semplice e geniale, che inizialmente incontra resistenze e diffidenza. Solo dopo la sua morte il sistema viene riconosciuto ufficialmente.

    Oggi, quei puntini sono letti in tutto il mondo.
    E continuano, ogni giorno, a cambiare la vita delle persone.


    Il Braille oggi: carta, computer e smartphone

    Contrariamente a ciò che si pensa, il Braille non è stato spazzato via dalla tecnologia.
    Ha fatto qualcosa di più intelligente: si è evoluto insieme a lei.

    Oggi una persona cieca può leggere e scrivere in Braille:

    • su carta
    • su computer
    • su smartphone

    I display Braille elettronici trasformano in tempo reale il testo che appare sullo schermo in puntini in rilievo che si aggiornano sotto le dita.
    È una lettura silenziosa, privata, precisa.
    È accesso diretto all’informazione.


    Il Braille informatico a otto punti

    Accanto al Braille tradizionale a sei punti, esiste il Braille informatico a otto punti, pensato per il mondo digitale.

    Gli otto punti permettono di rappresentare in modo immediato:

    • lettere maiuscole
    • simboli informatici
    • caratteri speciali
    • elementi del codice

    Questo evita ambiguità e semplificazioni, rendendo il Braille perfettamente compatibile con l’informatica moderna.
    Anche qui, il principio è lo stesso: niente scorciatoie, piena informazione.


    Scrivere in Braille sullo smartphone

    Sia Android che iOS integrano una tastiera Braille a schermo.
    Appoggiando le dita sul display, si digitano i punti come su una tastiera fisica.

    La scrittura diventa:

    • più veloce
    • più discreta
    • più naturale

    È un messaggio chiaro: il Braille non è un’eccezione tollerata, ma una parte integrante dell’ecosistema tecnologico contemporaneo.

    Breve dimostrazione della scrittura con la tastiera braille di iPhone

    La stampante Braille: il valore della carta, ancora oggi

    Quando serve un supporto fisico, entra in gioco la stampante Braille, che trasforma un testo digitale in Braille in rilievo su carta.

    Grazie a queste stampanti è possibile:

    • produrre libri e dispense
    • creare documenti scolastici
    • realizzare materiali didattici
    • leggere senza dipendere da dispositivi elettronici

    La carta Braille non è nostalgia: è concentrazione, studio profondo, tempo lento.
    In molti contesti, resta insostituibile.


    Il Braille nella vita quotidiana

    Il Braille è presente anche negli spazi pubblici:

    • ascensori
    • confezioni dei farmaci
    • bagni pubblici
    • musei e stazioni
    • edifici istituzionali

    Quando è progettato con cura, il Braille rende uno spazio davvero accessibile.
    Quando è inserito solo per “fare inclusione”, senza attenzione né competenza, diventa un simbolo vuoto.

    L’accessibilità non è un gesto estetico.
    È funzione, rispetto, responsabilità.


    Il mio percorso personale con il Braille

    Un gruppo di persone che scrivono con tavoletta e punteruolo

    Il mio rapporto con il Braille non è nato subito in modo consapevole.
    Da bambino avevo ancora un residuo visivo, e all’inizio non comprendevo cosa fosse davvero il Braille né quanto sarebbe diventato importante nella mia vita.

    Se oggi posso dire di averlo incontrato presto, è grazie all’impegno di mia mamma e al supporto della Fondazione Sinapsi, che mi hanno permesso di iniziare ad avvicinarmi al Braille quando ancora non ne percepivo il valore.
    È stato un dono silenzioso, ma decisivo.

    Già dall’ultimo anno di scuola dell’infanzia ho iniziato un lavoro fondamentale: l’educazione tattile.
    Attraverso tavolette, superfici e materiali strutturati ho imparato a sviluppare la sensibilità delle dita.
    Prima di leggere, dovevo imparare a sentire.

    In seguito ho utilizzato un tabellone con sei spazi, che rappresentava la cella Braille, per riconoscere le combinazioni nello spazio.
    Anche il casellario, strumento didattico per la memorizzazione, è stato essenziale.

    In prima elementare ho iniziato a scrivere con tavoletta e punteruolo.
    Era un metodo lento, faticoso, che richiedeva concentrazione e pazienza. La differenza l’ha fatta una maestra di sostegno che conosceva davvero il Braille: un dettaglio che può cambiare un intero percorso scolastico.

    Poi è arrivata la Mountbatten, la macchina da scrivere Braille, e successivamente il computer con display Braille, che hanno aperto nuove possibilità.

    Per la matematica, al liceo ho iniziato con Lambda, per poi passare a Edico, più adatto alle espressioni complesse.

    Ancora oggi il Braille fa parte della mia quotidianità.
    Non sempre, non ovunque, ma quando conta davvero: per capire a fondo, per scrivere con precisione, per studiare senza scorciatoie.


    Perché difendere il Braille oggi

    Difendere il Braille significa difendere:

    • il diritto all’istruzione
    • l’autonomia personale
    • la capacità di pensare in modo strutturato
    • un accesso reale alla conoscenza

    La tecnologia è un alleato potente, ma non può sostituire l’alfabetizzazione.
    Il Braille non è un’opzione in più.
    È una base, solida e irrinunciabile.

    E se oggi posso comunicare, scrivere, costruire il mio percorso, è anche grazie a quei punti in rilievo che, uno alla volta, mi hanno insegnato non solo a leggere le parole, ma a leggere il mondo.

  • Benvenuti nel sito ufficiale di Vabax, Vabax Tech

    Sono lieto di darvi il benvenuto sul mio nuovo sito, dedicato ai giochi accessibili, recensioni e guide per Windows, iOS e Android. Sebbene non sia ancora molto conosciuto, sono uno Youtuber non vedente con una fantastica community con moltissimi iscritti. Il mio canale è nato nell’agosto del 2021 e ho iniziato a creare contenuti su giochi Supercell, nonostante la loro mancanza di accessibilità.

    Il mio obiettivo principale è fornire una fonte di informazioni sull’accessibilità in Italia. Mentre ci sono molti siti simili a questo, il problema principale è che sono in inglese. Pertanto, il mio blog sarà il primo in Italia a trattare questo argomento così importante per l’inclusione.

    Non posso garantire una frequenza precisa di pubblicazione degli articoli, ma sicuramente dedicherò il mio tempo a questo progetto quando ne avrò l’opportunità.

    Ringraziamenti

    Desidero ringraziare un enorme gruppo di persone che mi sostiene in questa avventura! Prima di tutto, voglio ringraziare la mia famiglia, che mi supporta in ogni cosa e mi incoraggia costantemente. Inoltre, la fondazione Sinapsi mi ha ispirato con questa idea e ho ricevuto molte consulenze prima di arrivare a prendere la decisione di aprire un blog. Qui il loro sito web per ulteriori informazioni.

    Un ringraziamento speciale va a Worm196, un grande amico e abile designer. È lui che realizza tutte le immagini con grande passione e impegno. Potete seguirlo su Twitter e Instagram per ammirare il suo talento.

    Infine, ma non per importanza, voglio ringraziare la mia manager, confidente e amica back_Pack. Il suo aiuto ei suoi suggerimenti sono stati il motore di tutto questo. Potete seguirla su YoutubeInstagram e Twitter.

    Detto questo, auguro a tutti di sentirsi a proprio agio qui, di leggere tanto e spero che troviate gli argomenti che vi interessano di più! Potete iscrivervi al mio canale Youtube e seguirmi su Twitter e         Instagram.

    Così resterete sempre aggiornati  su di me e il blog.

    Commentate sempre per domande o altro!