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  • Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2025: un invito a costruire inclusione reale

    Il 3 dicembre celebriamo la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per promuovere consapevolezza, diritti e partecipazione piena nella società.

    Non è una data simbolica da segnare sul calendario: è un momento per guardarci intorno — e dentro — e chiederci quanto la nostra comunità, online e offline, sia davvero inclusiva. E quanto lavoro resta ancora da fare.

    Perché questa Giornata conta davvero

    La disabilità non riguarda una minoranza: riguarda tutti noi.
    Ogni giorno milioni di persone si scontrano con barriere che chi non le vive può facilmente ignorare: ostacoli digitali, architettonici, comunicativi, culturali.

    Il cuore della ricorrenza è proprio questo:

    • riconoscere il valore della persona, oltre ogni etichetta;
    • rimuovere barriere visibili e invisibili;
    • garantire pari accesso alle opportunità;
    • progettare spazi — digitali e fisici — inclusivi fin dall’inizio.

    L’inclusione non è cortesia.
    È un diritto. Ed è un investimento che rende la nostra società più moderna, efficiente e profondamente umana.

    Il tema 2025: costruire società inclusive

    Il tema scelto per il 2025 invita istituzioni, aziende, scuole, creator digitali e cittadini a sostenere una crescita che non lasci indietro nessuno.

    L’obiettivo è semplice e ambizioso: trasformare i principi dell’accessibilità in pratica quotidiana, nelle piattaforme online, nei servizi pubblici, nei luoghi di lavoro, nei contenuti digitali e nei media.

    Una novità importante in Italia: nasce il Garante Nazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità

    L’Italia ha compiuto un passo decisivo: con il Decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20 è stata istituita l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, operativa dal 1° gennaio 2025.

    Questo nuovo organismo:

    • vigila sul rispetto dei diritti previsti dalla normativa italiana e internazionale;
    • interviene contro discriminazioni, esclusioni e rifiuti di accomodamenti ragionevoli;
    • può ricevere segnalazioni da cittadini, associazioni e familiari, verificare situazioni critiche e proporre interventi correttivi presso enti e amministrazioni.

    In altre parole: parlare di inclusione non è più solo una dichiarazione di intenti.
    Ora esiste un’autorità che può garantire, con poteri concreti, protezione ed equità reale.

    Accessibilità e tutela: due aspetti inseparabili

    Creare un mondo accessibile significa:

    • progettare siti, app e strumenti digitali utilizzabili da tutti;
    • rendere istruzione e lavoro accessibili tramite strumenti e percorsi personalizzati;
    • eliminare le barriere architettoniche negli spazi pubblici;
    • promuovere una cultura che consideri la disabilità come una delle tante caratteristiche della società.

    Il Garante trasforma queste necessità in diritti effettivi, tutelati dalla legge.

    Il ruolo fondamentale dell’informazione e della tecnologia

    Il digitale ha un potere enorme: può aprire porte o trasformarsi in una barriera invisibile.
    Quando l’informazione è accessibile e i contenuti sono costruiti con attenzione, diventano strumenti di autonomia, non di esclusione.

    Parlare di disabilità in modo chiaro, competente e rispettoso non serve a creare pietismo, ma consapevolezza — quella che cambia davvero le cose.

    Guardare oltre le etichette

    La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità ci ricorda che:

    • non esiste inclusione senza ascolto;
    • non esiste accessibilità senza progettazione;
    • non esiste progresso senza pari opportunità.

    L’istituzione del Garante rappresenta un impegno formale dello Stato, ma la responsabilità resta anche personale: ognuno di noi può contribuire scegliendo un linguaggio rispettoso, prestando attenzione, promuovendo gesti concreti nei contesti che vive ogni giorno — scuola, lavoro, web, comunità locale.

    Uno sguardo al futuro L’inclusione è un percorso continuo.

    Ogni anno questa Giornata ci invita a riconoscere i progressi e a guardare con onestà ciò che manca.

    Con il Garante in attività, aumentano le opportunità di tutela, partecipazione e rappresentanza.
    Per chi vive la disabilità ogni giorno, questo significa più visibilità, ma soprattutto garanzie reali, sanzioni contro le discriminazioni e strumenti concreti di protezione.

    Costruire una società accessibile e giusta significa costruire una società più umana.
    Ed è una responsabilità che riguarda tutti noi: non è la battaglia di una categoria, ma un progetto comune.

  • Diventare maggiorenne da non vedente: un traguardo speciale

    Oggi, 2 ottobre compio 18 anni.
    Per molti questo giorno segna un passaggio formale: si diventa adulti, si ottiene il diritto di voto, si può firmare con la propria responsabilità e si conquista più libertà. Per me, però, la maggiore età non è soltanto un atto burocratico. È un momento che racchiude anni di esperienze, ricordi e sfide che mi hanno portato fino a qui.

    Uno sguardo al passato

    La mia infanzia non è stata come quella di tanti altri bambini. Sono cresciuto tra corridoi di ospedali, luci fredde, attese interminabili e interventi chirurgici. Il glaucoma congenito mi ha accompagnato fin dalla nascita, costringendomi a vivere con l’attenzione sempre rivolta alla prossima visita, al prossimo ricovero, alla speranza che un’operazione potesse fermare la malattia.

    Ricordo l’odore pungente del disinfettante, i passi dei medici nei corridoi, e la sensazione di essere troppo piccolo per comprendere parole troppo grandi: “rischio”, “complicazioni”, “perdita della vista”. Ogni intervento era un misto di fiducia e paura, un tentativo di proteggere ciò che stava lentamente svanendo.

    E poi, a otto anni, quella luce si è spenta del tutto. Ho perso la vista.

    La mia famiglia, la mia forza

    In quel periodo buio, la mia famiglia è stata il mio faro.
    Sono sempre stati presenti, in ogni attesa, in ogni corsia d’ospedale, in ogni lacrima. Non è stato facile: li ho costretti a vivere un dolore che non avrebbero mai dovuto affrontare, a sopportare paure e incertezze più grandi di loro. Eppure non hanno mai smesso di crederci, non hanno mai fatto un passo indietro.

    Abbiamo pianto insieme, ma abbiamo anche imparato a rialzarci insieme. La loro forza è diventata la mia forza. Se oggi sono arrivato fino a qui, è perché dietro c’era una famiglia pronta a sostenermi in ogni momento, a non lasciarmi mai solo, a mostrarmi che l’amore vero resiste a tutto.

    L’infanzia e la trasformazione

    Quel momento ha segnato una frattura nella mia vita. Prima c’era il bambino che vedeva i colori, i volti, i paesaggi. Dopo, c’era il bambino che doveva imparare a ricostruire il mondo con altri sensi e nuove regole.

    Non è stato facile. Alcuni amici si sono allontanati, incapaci di capire. Altri, invece, sono rimasti accanto a me e hanno reso quel periodo meno duro: erano lì non per compatirmi, ma per condividere giochi, risate e momenti. Mi hanno dimostrato che l’amicizia vera non ha bisogno di vedere, ma di sentire.

    In quel passaggio ho compreso che perdere la vista non significava smettere di vivere, ma imparare a vivere in un modo diverso.

    L’adolescenza e le nuove sfide

    La scuola è stata una nuova montagna da scalare. I libri non erano sempre accessibili, i compiti richiedevano più impegno e la tecnologia diventava indispensabile. Ma dietro a ogni difficoltà c’era anche una scoperta: gli strumenti digitali potevano abbattere barriere, la scrittura poteva dare voce ai miei pensieri, la determinazione poteva compensare ciò che mancava.

    Ho visto amicizie spegnersi e altre nascere. Alcune relazioni non hanno retto al tempo o alle differenze, ma altre si sono rivelate solide e fondamentali, diventando il mio sostegno nei momenti più difficili. Poche, ma autentiche.

    Oggi, a 18 anni

    Non guardo soltanto al numero sulla carta d’identità. Guardo al cammino che mi ha portato fino qui. Sono arrivato ai 18 anni con una consapevolezza che non tutti hanno alla mia età: so cosa significa affrontare la malattia, so cosa vuol dire perdere qualcosa di prezioso e imparare a riorganizzare la propria vita, so che le cicatrici non sono solo ferite, ma segni di resilienza.

    Diventare maggiorenne, per me, è come guardare indietro e vedere un sentiero pieno di curve, salite e ostacoli, ma anche di panorami inaspettati e incontri preziosi. È sapere che ogni passo, anche il più faticoso, ha avuto un senso.

    Non è solo una festa

    Il mio 18° compleanno non è soltanto un’occasione per brindare. È un momento per fermarmi a riflettere: sugli ospedali che mi hanno accolto, sugli amici che sono rimasti, sui sacrifici che mi hanno formato.

    Non posso dire che sia stato facile, ma posso dire che ne è valsa la pena. Perché oggi mi sento più forte, più consapevole e più pronto ad affrontare ciò che verrà.

    La consapevolezza come regalo

    Se c’è un dono che questo percorso mi ha lasciato, è la consapevolezza. La consapevolezza che la cecità non è una fine, ma un modo diverso di percepire il mondo. Che le difficoltà non definiscono chi sei, ma ti aiutano a scoprire chi vuoi diventare. Che le vere amicizie non si misurano in quantità, ma nella qualità di chi resta.

    Oggi, a 18 anni, porto con me tutto questo. E forse è il regalo più grande che potessi ricevere.

  • iPhone 16: bello, accessibile, intelligente… ma non perfetto

    iPhone 16: bello, accessibile, intelligente… ma non perfetto

    Introduzione: mi sono innamorato di un iPhone… e vi spiego perché

    Non è la solita recensione da fanboy. Io con la tecnologia ci vivo, ci combatto, ci lavoro e ci studio.
    E quando ho comprato il mio iPhone 16 da 128 GB, colore blu oltremare, ero curioso ma anche un po’ scettico.
    L’ho usato per mesi, in tutte le situazioni, e adesso posso dirlo con sincerità: è uno dei migliori iPhone di sempre, soprattutto per chi, come me, utilizza VoiceOver per accedere a tutto.

    Caratteristiche tecniche principali

    Ecco una panoramica tecnica per capire davvero cosa c’è dentro questo dispositivo:

    • Display: Super Retina XDR da 6,1″, OLED, HDR10, Dolby Vision, 60 Hz
    • Processore: Apple A18 Bionic (3 nm), 6 core CPU, 5 core GPU
    • RAM: 8 GB
    • Archiviazione: 128 GB (non espandibile)
    • Fotocamere posteriori:
    • 48 MP principale
    • 12 MP ultra-grandangolo
    • Fotocamera frontale: 12 MP TrueDepth
    • Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.3
    • Ricarica: USB-C 2.0, ricarica rapida (50% in 30 minuti circa)
    • Certificazione IP68 (resistente a polvere e acqua)
    • Sistema operativo: iOS 18

    Design: finalmente un iPhone da toccare

    iPhone 16 blu oltremare visto sia frontalmente che posteriormente. Sul retro sono visibili due fotocamere disposte in verticale con flash LED e il logo Apple al centro. Lo schermo frontale mostra un’immagine astratta blu con sfumature luminose.
    Immagine di iPhone 16 blu oltremare

    Il nuovo vetro posteriore satinato è una delle cose che mi ha colpito di più.
    Al tatto è setoso, opaco ma non scivoloso, ed è un piacere impugnare il dispositivo.
    La colorazione blu oltremare è, da quanto mi dicono, davvero elegante e profonda.

    La Dynamic Island è sempre lì, in alto, pronta a mostrarti notifiche, chiamate, timer e altre attività in corso.
    Nonostante io non veda, VoiceOver la gestisce molto bene: ogni notifica dinamica viene letta in tempo reale e le interazioni sono chiare.

    Il nuovo Tasto Azione, invece, sostituisce il vecchio interruttore suoneria/silenzioso. Io l’ho configurato per aprire una scorciatoia di accessibilità, ma può attivare tante funzioni utili: note vocali, torcia, fotocamera, e altro.

    Controllo Fotocamera: il pulsante rivoluzionario

    Il nuovo Controllo Fotocamera di iPhone 16 è un pulsante multifunzione sul lato destro, appena sotto il tasto di accensione. Non è un semplice tasto fisico, ma un’unità capacitativa con feedback aptico e sensibilità regolabile (Impostazioni > Accessibilità > Controllo Fotocamera)
    Le funzioni principali includono:

    • Un clic per aprire la fotocamera o un’app compatibile;
    • Un secondo clic per scattare una foto;
    • Premi prolungato per avviare la registrazione video
    • Pressione leggera per regolare i controlli rapidi (zoom, esposizione, profondità) e doppio tocco leggero per impostazioni avanzate come Stili e aperture
    • Swipe sul pulsante per regolare zoom, esposizione o profondità

    Con iOS 18.2 il pulsante ha guadagnato l’Intelligenza Visiva, che permette di tenere premuto e ottenere descrizioni vocali e contestuali di ciò che si inquadra, come orari di un locale, razza di un cane o eventi da volantini
    Supporta inoltre avvio della fotocamera a schermo spento, otturatore a due stadi per bloccare esposizione e focus, e opzioni di sensibilità e velocità del doppio tocco personalizzabili. In più, può essere configurato per aprire la Lente d’ingrandimento o lo Scanner di codici QR al posto della fotocamera tradizionale.

    Packaging e sostenibilità

    La confezione è molto semplice: tutta in cartone riciclato, compatta e minimale.
    Si apre con due strisce di carta poste sul fondo.
    Dentro troviamo:

    • l’iPhone (con retro e fotocamere visibili appena si apre la scatola)
    • il cavo USB-C
    • i fogli informativi essenziali

    Non c’è più nemmeno l’adesivo con la mela. È una scelta ecologica, certo, ma lascia un po’ di amaro in bocca per chi apprezzava quel piccolo simbolo.

    Etichetta energetica UE: cosa c’è da sapere

    Dal 2025, tutti gli smartphone venduti in Europa devono riportare un’etichetta energetica.
    Quella dell’iPhone 16 dice:

    • Durabilità: aggiornamenti garantiti per 5 anni
    • Resistenza alle cadute: C
    • Impermeabilità: IP68 (fino a 6 metri per 30 minuti)
    • Riparabilità: C
    • Efficienza energetica: Classe B

    Apple migliora, ma c’è ancora strada da fare sul fronte della riparabilità e della modularità.

    Batteria e ricarica: non infinita, ma affidabile

    Con un uso intenso (messaggi, social, audio, VoiceOver sempre attivo), arrivo alle 19:00 con circa il 20% di batteria residua.
    Non male per un uso continuativo da mattina a sera.

    La ricarica è molto veloce. In circa un’ora arrivo quasi al 100%.
    Tengo attivata l’impostazione di limite di ricarica al 90%, una novità di iOS 17 che serve a proteggere la batteria nel lungo termine.

    Apple Intelligence: utile davvero, non solo marketing

    La novità più discussa è Apple Intelligence, cioè l’intelligenza artificiale integrata nel sistema.
    E posso dire che non è solo uno slogan.

    Tra tutte, la funzione che uso di più è quella legata al Controllo Fotocamera: basta tenere premuto il pulsante dedicato e l’iPhone comincia a descrivere quello che inquadra in tempo reale. Scene, persone, animali, testi, persino dettagli specifici come i colori di un oggetto o il contenuto di un volantino. È come avere un interprete personale che ti racconta il mondo. Questa tecnologia è basata sull’Intelligenza Visiva di ChatGPT.

    VoiceOver: la vera arma segreta

    VoiceOver su iPhone 16 non è mai stato così reattivo.

    • I comandi sono istantanei
    • La lettura è continua anche mentre il dispositivo è sotto stress
    • Le descrizioni automatiche sono migliorate, anche dentro app di terze parti.

    VoiceOver è il motivo principale per cui consiglio iPhone a chiunque viva la tecnologia in modo diverso.

    Audio: potente, nitido, bilanciato

    L’iPhone 16 ha casse stereo potenti e nitide.
    Anche con volume basso, la qualità è ottima.
    La voce di VoiceOver è chiara, la musica ben distribuita, e le notifiche sono sempre udibili.

    Cosa non mi è piaciuto

    Parliamoci chiaro: non è tutto perfetto.

    • Niente caricatore incluso: Apple insiste sul “verde”, ma a quel prezzo un caricatore potevano anche metterlo.
    • USB-C lenta: è ancora una porta 2.0. I trasferimenti file sono molto più lenti rispetto alla concorrenza.
    • Riparabilità limitata: batteria incollata, componenti fragili. Apple non incoraggia le riparazioni fai da te.

    Conclusione: lo consiglio?

    Sì, se cerchi uno smartphone:

    • veloce
    • accessibile
    • elegante al tatto
    • intelligente
    • e affidabile nel tempo

    Per chi ha un iPhone 13 o più vecchio, il salto è evidente.
    Per chi usa VoiceOver ogni giorno, è probabilmente il miglior iPhone mai creato finora.
    Chi ha un iPhone 15 e non è interessato all’intelligenza artificiale, può anche aspettare.

    Voto finale: 9 / 10

    Pro:

    • VoiceOver velocissimo
    • Apple Intelligence concreta
    • Design tattile molto piacevole
    • Audio eccellente
    • Batteria stabile
    • Controllo Fotocamera, Tasto Azione e Dynamic Island ben gestiti anche con VoiceOver

    Contro:

    • Prezzo alto
    • Niente caricatore
    • Porta USB-C limitata
    • Riparabilità bassa
  • VoiceOver e Braille in iOS 26: tutte le novità della Developer Beta

    Apple ha presentato le nuove funzionalità di iOS 26, attualmente in fase di test nella Developer Beta, disponibile per i dispositivi con chip A13 Bionic o successivo. Le novità sono significative sia per gli utenti che utilizzano VoiceOver, sia per coloro che fanno uso di dispositivi Braille.

    Tutte le funzionalità descritte sono state testate in prima persona su questa versione preliminare del sistema operativo, che non è consigliata per l’uso quotidiano, in quanto contiene bug o comportamenti instabili.

    Novità di VoiceOver in iOS 26

    Screenshot che mostra la sezione novità di VoiceOver nell'app Impostazioni di iPhone. Immagine 1 di 3
    Screenshot che mostra la sezione novità di VoiceOver nell'app Impostazioni di iPhone. Immagine 2 di 3
    Screenshot che mostra la sezione novità di VoiceOver nell'app Impostazioni di iPhone. Immagine 3 di 3
    Le immagini sono screenshot delle novità di Voiceover e del Braille in iOS 26

    Personalizzazione del Tocco Magico

    In Impostazioni > Accessibilità > VoiceOver > Comandi > Tocco magico, è ora possibile personalizzare l’azione associata al gesto del doppio tocco con due dita. Questo permette di adattare il comportamento del gesto in base alle proprie esigenze operative.

    Inizializzazione delle Impostazioni VoiceOver

    Una nuova opzione consente di ripristinare tutte le impostazioni di VoiceOver ai valori di fabbrica tramite un solo pulsante. Questo strumento può rivelarsi utile in caso di errori di configurazione o per ripartire da una base pulita dopo molte personalizzazioni.

    Nuove voci per le lingue indiane

    iOS 26 introduce il supporto per nuove voci Vocalizer in lingue indiane: gujarati, hindi, marathi, punjabi e bengalese. Ciò migliora sensibilmente l’esperienza di lettura per chi utilizza VoiceOver in queste lingue.

    Nuova voce nel rotore: “Copied Speech”

    Nella seconda Developer Beta, è comparsa nel rotore una nuova voce denominata “Copied Speech”. Al momento non è ancora chiaro cosa faccia esattamente, ma si ipotizza che possa servire ad annunciare automaticamente i contenuti copiati negli appunti. I test sono ancora in corso.


    Novità del supporto Braille in iOS 26

    Accesso Braille

    Con Accesso Braille, è possibile aprire rapidamente Note Braille, file BRF e altri contenuti in qualsiasi momento utilizzando uno schermo Braille.

    Per avviare questa funzione, è sufficiente:

    • Premere contemporaneamente i punti 7 e 8, oppure
    • Premere Barra spaziatrice + 7 + 8 (quando si utilizza una tabella Braille a otto punti), oppure
    • Usare il comando da tastiera: Attiva/disattiva Accesso Braille.

    Panoramica elementi

    Grazie alla funzione Panoramica elementi, è possibile leggere le prime celle di più oggetti a schermo contemporaneamente, per ottenere una visione d’insieme rapida del contenuto. Si attiva premendo i punti 6, 7 e 8 insieme.

    Personalizzazione dei comandi Braille

    È ora possibile personalizzare separatamente i comandi associati a:

    • Input Braille schermo
    • Input Braille tramite tastiera fisica

    Queste opzioni sono disponibili in Impostazioni > Accessibilità > VoiceOver > Comandi > Input Braille schermo / Tastiera Braille.

    Supporto per più comandi Braille

    iOS 26 consente di associare più comandi VoiceOver a combinazioni Braille, rendendo l’uso di display Braille molto più flessibile e potente.

    Input Braille tramite tastiera

    La tastiera fisica ora può essere configurata per funzionare come periferica Braille, sfruttando la riga di base (A S D F J K L) per scrivere in Braille a sei o otto punti e utilizzare comandi dedicati.

    Input Braille schermo con una mano

    È stata introdotta una modalità a una mano per l’input Braille schermo. In orientamento verticale, basta toccare due volte e tenere premuto con tre dita per attivare la modalità. La digitazione avviene per colonne di punti, in modo simile a una tavoletta Braille fisica.

    Stile di input: Tavoletta e Punteruolo

    L’input Braille schermo in modalità a una mano può essere personalizzato scegliendo tra due stili:

    • Tavoletta e punteruolo
    • Tavoletta e punteruolo invertito
    Screenshot che mostra la schermata delle impostazioni di Input Braille Schermo, visualizzando le nuove opzioni per la digitazione con una mano
    Opzioni dell’input braille schermo, focalizzate sulle opzioni per la scrittura con una mano

    Blocco delle posizioni Braille

    Per mantenere una disposizione coerente dei punti sullo schermo, è ora possibile disattivare la funzione “Impara la posizione dei punti”, bloccando così il layout Braille nella configurazione impostata durante la calibrazione.

    Nuova tabella per il coreano

    È disponibile una nuova tabella Braille per la lingua coreana, versione 2024, non contratta, progettata per l’inserimento del coreano in ambienti misti con testo inglese.


    Perché si chiama iOS 26?

    Apple ha deciso di unificare la numerazione delle versioni di tutti i suoi sistemi operativi (iOS, iPadOS, macOS, watchOS, tvOS, visionOS) per renderla coerente con il modello d’anno di riferimento.

    • La numerazione di iOS salta dalla 18 alla 26.
    • Questo perché iOS 26 è previsto per l’autunno 2025, ma sarà la versione in uso durante il 2026, quindi il numero viene allineato al calendario.
    • Lo scopo è anche quello di semplificare l’identificazione delle versioni per utenti, sviluppatori e aziende, creando un sistema numerico unico per l’intero ecosistema Apple.

    La stessa logica viene già adottata nell’industria automobilistica, dove i modelli con anno “2026” vengono immessi sul mercato nel 2025.

  • Inclusione e disabilità: basta ipocrisie, iniziamo a dire la verità

    Inclusione e disabilità: basta ipocrisie, iniziamo a dire la verità

    Una mano apre una fessura luminosa in una parete scura, rivelando uno sfondo giallo caldo con la scritta in maiuscolo: “INCLUSIONE E DISABILITÀ: VERITÀ SENZA FILTRI”. Il contrasto tra buio e luce simboleggia il passaggio dall’invisibilità alla consapevolezza
    Grafica simbolica dell’articolo

    Disabilità. Inclusione. Accessibilità.
    Tre parole che oggi sembrano ovunque.
    Le troviamo nei titoli delle conferenze, nei post sponsorizzati, nei piani strategici delle aziende, nei comunicati delle istituzioni.

    Ma fuori da quelle parole, la realtà è ben diversa.

    Perché quando ti guardi intorno, l’inclusione vera quasi non esiste.
    Perché l’accessibilità non viene progettata, viene giustificata.
    Perché la disabilità viene ancora trattata come una condizione da compatire, da accogliere, da tollerare. Non come una parte naturale della società.

    Che cos’è, davvero, la disabilità?

    La disabilità non è un limite dell’individuo.
    È una frizione tra la persona e l’ambiente che lo circonda.

    Una persona cieca non è “meno”.
    Una persona sorda non è “in difetto”.
    Una persona in carrozzina non è “bloccata”.

    È il mondo ad essere stato progettato male.
    Con un solo tipo di corpo, un solo tipo di mente, un solo tipo di esperienza in mente.

    La disabilità è solo una condizione fisica, sensoriale o cognitiva che ci porta a interagire con il mondo in modo diverso. Ma non ci rende diversi dentro.
    Siamo persone. Abbiamo desideri, sogni, idee, talento. Proprio come chiunque altro.

    Eppure veniamo esclusi. Ogni giorno.

    L’accessibilità è una parola abusata

    Oggi tutti dicono di “includere”. Tutti dicono che “l’accessibilità è importante”.
    Ma poi, nella pratica, succede questo:

    • Il sito web è “inclusivo”, ma i pulsanti non hanno etichette, e i lettori di schermo non riescono nemmeno a navigare.
    • L’evento è “aperto a tutti”, ma non c’è una rampa, e il palco è raggiungibile solo con le scale.
    • L’azienda si vanta del suo “codice etico”, ma i documenti PDF non sono accessibili, e i video non hanno sottotitoli.
    • La scuola è “per tutti”, ma il libro è pieno di grafici non descritti, e lo studente cieco è lasciato solo.

    E poi arrivano le frasi.
    Quelle frasi vuote, usate per salvare la faccia:

    • “Avete una forza incredibile.”
    • “Anche voi potete fare molto.”
    • “Siete un esempio.”
    • “Abbiamo fatto il possibile.”
    • “Ci dispiace, ma non è previsto per ora.”

    Non sono complimenti. Sono alibi.
    Sono il modo più gentile di dire: “Non vi abbiamo considerati”.

    Una storia come tante

    Un ragazzo non vedente vuole iscriversi a un corso online.
    Va sul sito. Il form è pieno di caselle senza etichetta. Il pulsante “Invia” non ha nome. Non sa nemmeno se ha completato la procedura.
    Scrive agli organizzatori. Nessuna risposta.

    Il risultato? Non partecipa.

    Non perché non fosse capace.
    Non perché non fosse pronto.
    Ma perché nessuno ha pensato che potesse esserci anche lui.

    Ecco cos’è l’esclusione oggi: assenza. Invisibilità. Omissione.

    Includere non è un favore: è una responsabilità

    L’inclusione non è fare un’eccezione.
    Non è accogliere “anche chi è diverso”.
    Non è commuoversi davanti a una storia di coraggio.

    Includere è prevedere. È progettare per tutti.

    Vuol dire:

    • pensare fin dall’inizio alla varietà umana;
    • rendere accessibili i contenuti digitali;
    • costruire ambienti fisici inclusivi;
    • comunicare in modo chiaro, semplice, universale.

    Quando l’inclusione funziona, non te ne accorgi nemmeno.
    Perché tutto scorre. Tutto funziona. Per chiunque.

    Il diritto all’accessibilità è sancito dalla legge

    In Italia, la legge Stanca (L. 4/2004) obbliga le pubbliche amministrazioni e molti soggetti privati a garantire l’accessibilità dei loro servizi digitali.
    A livello europeo, il European Accessibility Act impone standard simili entro il 2025.
    Eppure, quante istituzioni rispettano davvero questi criteri?
    Pochissime.

    La legge c’è. I mezzi ci sono.
    Manca solo la volontà.

    Non vogliamo essere lodati. Vogliamo essere considerati.

    Le persone con disabilità non vogliono sentirsi dire “bravo” per aver fatto la spesa, per aver preso un treno, per aver parlato in pubblico.
    Non sono eroi. Sono cittadini.

    Non vogliono essere celebrati una volta l’anno.
    Vogliono esserci sempre, come tutti.

    Non chiedono premi, attenzioni speciali o copertine.
    Chiedono rispetto. Accesso. Uguaglianza.

    E soprattutto: chiedono normalità.

    Quando si esclude, si perde tutti

    Una società che esclude non è solo ingiusta.
    È povera.
    Perché perde talenti. Idee. Prospettive. Innovazione.

    La diversità non è un problema da gestire.
    È una risorsa da valorizzare.

    Un sito accessibile non è solo per ciechi.
    Un contenuto chiaro non è solo per dislessici.
    Una rampa non è solo per chi è in carrozzina.

    Tutti ne beneficiano. Sempre.

    Cosa puoi fare tu, adesso?

    Se hai letto fin qui, non restare fermo.
    Agisci. Anche nel tuo piccolo.

    • Hai un sito? Fallo testare da una persona con disabilità visiva.
    • Scrivi un documento? Verifica che sia leggibile anche da chi usa un lettore di schermo.
    • Organizzi un evento? Assicurati che sia accessibile anche a chi non cammina o non vede.
    • Sei un insegnante? Non dare per scontato nulla.

    Non aspettare di avere un problema. Progetta pensando già a tutti.

    L’inclusione vera non ha bisogno di slogan

    L’inclusione vera non fa rumore.
    Non si fotografa. Non si applaude.

    È quella che accade quando nessuno viene dimenticato.
    Quando nessuno deve chiedere, lottare, insistere per esserci.

    Quando una persona cieca può entrare, leggere, parlare, partecipare
    senza dover ringraziare.

    Allora sì, quello è un mondo davvero civile.
    Un mondo che non fa favori. Fa spazio.

    Nota finale dell’autore

    Questo articolo non vuole accusare nessuno, né creare polemiche.
    Ma vuole fare una cosa semplice, necessaria e troppo spesso rimandata: dire le cose come stanno.

    Quella che hai letto non è una provocazione. È la realtà nuda e cruda.
    Ho scritto queste parole perché l’inclusione non si ottiene con i discorsi, ma con il coraggio di guardare in faccia le contraddizioni, le ipocrisie e le omissioni che ci circondano.

    Anche se a volte il tono può sembrare duro, c’è dentro tanta speranza.
    Perché io credo ancora che si possa cambiare. Che si debba cambiare.
    Ma il cambiamento, quello vero, inizia solo quando qualcuno ha il coraggio di dire: così non va bene.

    Vabax

  • Come comportarsi con una persona cieca: guida empatica per relazioni autentiche

    Immagina di entrare in una stanza piena di voci, passi, oggetti che si muovono, e di non poter contare sulla vista per interpretare tutto ciò che succede. Questo è ciò che vivono quotidianamente milioni di persone cieche o ipovedenti. Ma con piccoli gesti, con parole semplici ma potenti, si può costruire un ponte verso un’interazione autentica, rispettosa e profondamente umana.

    Il potere di un semplice “Ciao”

    Dire “Ciao” non è solo un saluto. Per chi non vede, è un faro nella nebbia. È il segnale che ci dice: “Sono qui, ti vedo, ti riconosco”. Capita spesso, a noi ciechi, di non sapere se qualcuno si stia rivolgendo a noi, specialmente in luoghi affollati o caotici. Un saluto detto a voce alta, rivolto direttamente, può cambiare tutto. È l’equivalente di uno sguardo, di un sorriso visivo. È accoglienza.

    Presentati con la voce: chi sei?

    Per chi vede, riconoscere qualcuno è spesso questione di un attimo: un volto, un abito, una postura. Ma per noi ciechi, la voce è la chiave. E non sempre basta. Perché se non ci dici chi sei, noi non possiamo sapere con chi stiamo parlando. Quando ti presenti dicendo: “Ciao, sono Luca, il tuo fisioterapista” o “Ciao, sono Laura, ci siamo conosciuti ieri al corso”, stai facendo molto di più di una semplice presentazione. Stai offrendo contesto, sicurezza, orientamento. Stai creando una relazione vera.

    La voce non sempre basta: aiutaci a riconoscerti

    Una delle esperienze più imbarazzanti per noi ciechi è non riconoscere una voce familiare. Succede. Anche se quella voce la conosciamo bene, può essere distorta dai rumori dell’ambiente, dalla confusione, dalle distrazioni. È frustrante. E a volte lo è anche per chi ci parla. Ma se aggiungi una piccola frase, tutto diventa più semplice: “Ciao Vabax, sono Marco, ci siamo incontrati all’evento di sabato.” Quella frase è come un abbraccio: ci dice che ci capisci, che vuoi metterci a nostro agio.

    Non essere una presenza silenziosa: fa paura

    Ti è mai capitato di sentire qualcuno vicino, ma non sapere chi è, cosa vuole, perché è lì? A noi ciechi succede spesso. E non è solo fastidioso, è destabilizzante. L’assenza di segnali vocali può farci sentire esposti, vulnerabili. Non possiamo leggere il linguaggio del corpo, non possiamo interpretare uno sguardo o un gesto. Un semplice “Ciao, sono qui con te” può trasformare quella sensazione di ansia in un momento di normalità.

    I gesti devono essere annunciati: spiegaci cosa stai facendo

    Molte volte ci capita che qualcuno ci porga la mano per stringerla… ma noi non lo sappiamo. E restiamo lì, immobili, senza ricambiare. Non perché siamo maleducati, ma perché non abbiamo visto quel gesto. Il risultato? Imbarazzo, da entrambe le parti. Allora, se vuoi stringerci la mano, basta dire: “Ti sto porgendo la mano, posso stringertela?”. È una frase semplice, ma che cambia tutto. Ci mette sullo stesso piano, ci rende partecipi.

    Non andartene senza dire nulla

    Questa è forse una delle situazioni più assurde ma comuni. Tu vai via, ma non lo dici. E noi continuiamo a parlare… con il vuoto. Ci è successo a tutti, e fa male. Non solo ci si sente sciocchi, ma si perde anche fiducia in quell’interazione. Dire “Ti saluto, devo andare” è rispetto. È chiusura. È presenza anche nel congedo.

    Non è solo difficile per noi: lo è anche per voi

    Ecco una verità che spesso non si dice: non è facile nemmeno per chi ci sta davanti. Non tutti sanno come comportarsi con una persona cieca. E va bene così. Non c’è da vergognarsi se si sbaglia. Ciò che conta è voler imparare, voler capire. Perché l’inclusione non nasce dalla perfezione, ma dall’ascolto reciproco. Dalla volontà di incontrarsi, anche se su strade diverse.

    Per concludere

    Essere ciechi non cambia chi siamo. Cambia solo il modo in cui ci muoviamo nel mondo. E quel mondo può diventare un posto più umano se ciascuno, con gesti semplici e parole autentiche, decide di renderlo accessibile.

    Dire “Ciao”, presentarsi, spiegare i propri gesti, salutare alla fine… non sono accorgimenti speciali. Sono atti di umanità. Sono la base per un dialogo vero, per un’inclusione che non sia fatta di slogan, ma di realtà.

    “Perché l’inclusione non è un favore. È un diritto. È una forma di amore.”


    Se hai trovato utile questo articolo, condividilo. Più persone lo leggono, più vite possono cambiare.

  • Nuova Privacy Policy su Inclusione by Vabax

    La trasparenza è una delle basi fondamentali di un progetto serio e accessibile. Per questo motivo, ho pubblicato ufficialmente la Privacy Policy del sito Inclusione by Vabax.

    La puoi leggere qui: https://vabax.it/privacy-policy/

    In questa pagina troverai tutte le informazioni su:

    • quali dati vengono raccolti (come nome e email per i commenti o la newsletter),
    • come vengono utilizzati,
    • come vengono conservati,
    • e quali diritti hai riguardo ai tuoi dati personali.

    Il sito utilizza solo strumenti semplici e sicuri, messi a disposizione da WordPress.com, e le statistiche che visualizzo sono anonime e aggregate, grazie a Jetpack. Nessuna pubblicità, nessun tracciamento nascosto, e nessun cookie di profilazione.


    Hai dubbi o domande?

    Se qualcosa nella Privacy Policy non ti è chiaro, o vuoi approfondire un aspetto in particolare, puoi:

    Scrivermi all’indirizzo email ufficiale: info@vabax.it
    Oppure lasciare un commento sotto questo articolo: sarò felice di risponderti.


    Grazie per la fiducia e per far parte della community di Inclusione by Vabax.
    La tua privacy conta. Sempre.

    A presto!

  • iOS 19: tutte le novità sull’accessibilità da Apple – Etichette App, Braille, Vision Pro e molto altro

    In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Accessibilità, Apple ha svelato un’anteprima delle funzioni che introdurrà nei suoi sistemi operativi entro la fine del 2025: iOS 19, iPadOS 19, macOS 16, visionOS 3, watchOS 12 e tvOS 19. Le nuove funzionalità sono pensate per migliorare concretamente l’inclusione digitale di persone cieche, ipovedenti, sorde, con difficoltà cognitive, motorie o neurologiche.

    Da tempo Apple lavora per offrire un’esperienza accessibile a tutti, ma quest’anno l’impegno è ancora più ampio e trasversale. Scopriamo insieme tutte le funzioni in arrivo.

    Etichette di accessibilità su App Store

    Arrivano le “Accessibility Nutrition Labels”, ovvero delle etichette informative sulle pagine delle app, che aiuteranno gli utenti a capire quali funzioni di accessibilità sono supportate. VoiceOver, Controllo interruttori, Assistive Touch, Voice Control e molte altre saranno indicate in modo chiaro, così da permettere una scelta più consapevole già prima del download.

    Lente d’ingrandimento arriva su Mac

    Una delle funzioni più amate dagli utenti con disabilità visive finalmente sbarcherà su macOS. La Lente d’ingrandimento sarà compatibile con webcam integrate, dispositivi USB e anche con la Continuity Camera, sfruttando l’iPhone come lente esterna. Gli utenti potranno anche salvare configurazioni personalizzate, rendendo l’uso più rapido e flessibile.

    Nuova app Braille Access

    Una vera rivoluzione per il mondo braille. Apple introdurrà Braille Access, una nuova app disponibile su iPhone, iPad, Mac e anche su Apple Vision Pro. L’app consentirà di scrivere, leggere, navigare e modificare file braille in modo efficiente e accessibile. Non mancherà il supporto ai sottotitoli in tempo reale sui display braille e la possibilità di usare il codice Nemeth per i calcoli matematici.

    Accessibility Reader

    Si tratta di un lettore pensato per rendere più accessibili i contenuti testuali a persone con dislessia, ipovisione o difficoltà cognitive. Il nuovo Accessibility Reader permetterà di modificare font, colori, spaziatura, grandezza del testo, e sarà compatibile con la lettura vocale e con la Lente d’ingrandimento. Funzionerà anche su Apple Vision Pro.

    Sottotitoli in tempo reale su Apple Watch

    I sottotitoli live saranno disponibili anche su Apple Watch, grazie alla sincronizzazione con iPhone. Si potranno leggere, mettere in pausa ed ammirare i dialoghi o i contenuti multimediali in tempo reale, direttamente dal polso.

    Altre funzioni in arrivo

    Ecco un elenco completo delle novità:

    • Vision Pro migliora l’accessibilità visiva con nuove funzioni di realtà aumentata.
    • Suoni di sottofondo più gestibili, grazie a opzioni di equalizzazione ed automazioni.
    • Voce personale 2.0: in meno di un minuto, e con solo 10 frasi, si potrà creare una voce fluida e naturale grazie al machine learning.
    • Indicatori di movimento anti-mal d’auto anche su Mac.
    • Controllo oculare e tracciamento della testa migliorati su iPhone e iPad.
    • Brain Computer Interfaces: nuovi protocolli per chi non può muoversi, con input cerebrali.
    • Assistive Access arriva su Apple TV con un lettore multimediale semplificato.
    • Music Haptics si fa personalizzabile per vivere la musica con il tatto.
    • Sound Recognition acquisisce Name Recognition, per sapere quando viene detto il proprio nome.
    • Controllo vocale per Xcode, per programmatori con mobilità ridotta.
    • CarPlay accessibile, con testi grandi e suoni riconoscibili (sì, anche il pianto di un bambino).
    • Condivisione delle impostazioni di accessibilità, per trasferire facilmente la propria configurazione su altri dispositivi Apple.

    Apple dimostra ancora una volta che accessibilità significa innovazione, e che la tecnologia può (e deve) essere al servizio di tutte e tutti. Su vabax.it continueremo a monitorare da vicino l’evoluzione di queste funzionalità, e a raccontarle con uno sguardo attento, personale e inclusivo.

    Seguimi anche sui social per rimanere aggiornato e condividere insieme questo viaggio verso un mondo più accessibile.

    Fonte italiana

    Ispirazione e conoscenze acquisite da HDBlog

  • Tecnologia che include: il nuovo sito nasce anche da qui

    C’è un cuore dietro ogni progetto. E poi ci sono le mani, gli occhi, la voce.
    Nel mio caso, tutto questo passa dalla tecnologia.
    Non solo strumenti: compagni di viaggio, ponti verso il mondo, alleati silenziosi che rendono possibile ciò che faccio ogni giorno.

    Il nuovo sito Inclusione by Vabax è nato da una visione, certo.
    Ma è diventato realtà anche grazie a un rinnovamento completo della mia strumentazione.
    Un passo fondamentale per chi, come me, vive l’accessibilità non come un limite da aggirare, ma come un orizzonte da allargare.


    Strumenti diversi, stesso obiettivo: fare inclusione

    Negli ultimi mesi ho rinnovato completamente il mio setup tecnologico.
    E oggi voglio raccontarvelo, perché è parte integrante del mio lavoro e della mia vita.

    • iPhone: il mio strumento principale.
      Veloce, affidabile, accessibile. È con me ovunque, ed è la mia finestra sul mondo.
      Dalle note vocali alle app di lettura, dalla produttività ai social, è il cuore mobile del mio ecosistema.
    • Apple Watch: piccolo ma potente.
      Mi permette di essere più indipendente, attento alla salute e sempre connesso.
      Le notifiche accessibili, i comandi vocali, le funzioni di accessibilità integrate fanno la differenza.
    • PC Windows con processore AMD: la mia macchina da battaglia.
      Su questo scrivo, creo, programmo. Un alleato affidabile per gestire file pesanti, streaming, editing.
    • Notebook Windows con Intel: leggerezza e mobilità.
      Perfetto per lavorare in mobilità o per gestire attività più leggere, ma sempre con la massima efficienza.
    • Tablet Android: il mio strumento secondario, ma insostituibile.
      Lo uso per testare app, leggere documenti, consumare contenuti. Versatile, comodo, funzionale.
    • Cuffie in-ear: leggere, comode, sempre con me.
      Le uso per le chiamate, l’ascolto dei contenuti, la registrazione in movimento. Isolano quanto basta, senza farmi perdere il contatto con ciò che mi circonda. Sono il mio alleato tascabile.
    • Cuffie over-ear: comfort, qualità, concentrazione.
      Quando voglio immergermi nel lavoro o nell’ascolto profondo, queste cuffie diventano il mio rifugio.
      Ottime per registrare podcast, ascoltare audiolibri o concentrarmi al massimo mentre creo contenuti.

    Non è solo hardware. È identità.

    Per molti, questi sono semplicemente dispositivi.
    Per me, sono opportunità.

    Grazie a questi strumenti, posso:

    • scrivere articoli come quello che stai leggendo;
    • registrare podcast e interviste accessibili;
    • creare contenuti per YouTube, TikTok, X;
    • gestire il sito vabax.it in autonomia;
    • comunicare, imparare, spiegare, ascoltare.

    La tecnologia, quando è pensata bene, non esclude: amplifica.
    E ora che il mio setup è completo, sono pronto a portare tutto questo in una nuova direzione.


    Arrivano le recensioni: tecnologia raccontata da chi la vive

    Da oggi, una nuova rubrica prenderà vita sul sito:
    recensioni, esperienze, consigli e approfondimenti sugli strumenti che uso ogni giorno.

    Ma non saranno recensioni standard.
    Saranno profonde, personali, accessibili, basate sulla mia esperienza da non vedente, da content creator, da attivista digitale.

    Parleremo di:

    • accessibilità reale dei dispositivi;
    • compatibilità tra ecosistemi (Apple, Android, Windows);
    • software utili per la produttività e la vita quotidiana;
    • suggerimenti per chi vuole acquistare strumenti realmente inclusivi.

    Una promessa

    Questo non è solo un articolo.
    È un impegno.

    La tecnologia è parte della mia identità, e da oggi sarà anche parte centrale della mia comunicazione.
    Inclusione by Vabax si evolve ancora, e lo fa grazie a strumenti che mi permettono di dare voce a chi spesso non ne ha.
    E io quella voce la userò. Forte, chiara, e accessibile.

    Restate connessi. Il bello deve ancora arrivare.

  • Inclusione by Vabax si rinnova. Perché ogni rivoluzione comincia da dentro.

    Ci sono momenti in cui non basta aggiornare.

    Bisogna ricominciare. Non da zero, ma da ciò che si è diventati. E Inclusione by Vabax, oggi, si presenta al mondo con un nuovo volto, perché raccontare il cambiamento è bello, ma viverlo, è tutta un’altra storia.


    vabax.it, ma anche inclusionebyvabax.com

    Sì, il nome è nuovo. Ma la missione è la stessa.
    Inclusione by Vabax non è solo un titolo, è una dichiarazione d’intenti.
    È il cuore di un progetto che punta a cambiare il modo in cui si comunica l’accessibilità.
    Ora lo trovi su vabax.it, ma anche su inclusionebyvabax.com.
    Due indirizzi, una sola casa.
    Una casa che parla con una voce chiara: quella dell’inclusione digitale per un mondo migliore.


    Perché un nuovo sito?

    Perché la tecnologia corre, e noi vogliamo correre con lei.
    Ma alla nostra maniera: inclusiva, consapevole, accessibile.

    Il vecchio Vabax Tech è stato un compagno fedele, il primo ponte tra me e chi ha creduto nella mia voce.

    Ma ora è tempo di costruire una casa più grande, capace di ospitare tutti i contenuti, le idee, le sfide di un progetto che sta crescendo giorno dopo giorno.

    Il nuovo vabax.it è più di un sito. È un ecosistema.


    Un’evoluzione naturale: dal creator al costruttore di community

    Tutto è partito da una passione: raccontare, spiegare, coinvolgere.
    Poi sono arrivati i primi video, le live, i post sui social. E da lì, una comunità: i Vabaxiani.

    Oggi, il mio percorso da content creator continua.
    Ma cresce, si espande, si rafforza.

    • Su YouTube, con video sempre più curati, pensati per informare e intrattenere senza barriere.
    • Su TikTok, con contenuti rapidi, d’impatto, dove l’accessibilità diventa virale.
    • Su X (Twitter), con riflessioni, aggiornamenti e uno sguardo quotidiano sul mondo della disabilità, della scuola, della vita vera.

    E ora, anche qui, su Inclusione by Vabax, con uno spazio finalmente degno di raccogliere tutto questo.
    In un formato che non solo rispetta chi legge, ma che celebra ogni forma di accesso e di espressione.


    La nuova programmazione editoriale: più valore, ogni settimana

    Il nuovo vabax.it sarà una fucina di contenuti originali.
    Ecco cosa troverai, ogni settimana:

    • Articoli editoriali: riflessioni profonde, analisi, punti di vista sull’inclusione, sulla tecnologia, sull’accessibilità digitale.
      Per informare, ma anche per smuovere coscienze.
    • Podcast: brevi episodi audio dove racconto esperienze, rispondo a domande, condivido ciò che spesso non si legge ma si sente.
      La mia voce, direttamente nelle tue orecchie.
    • Interviste e storie: persone che ce la fanno, che ispirano, che insegnano.
      Perché la diversità non è un limite, ma un linguaggio da imparare.
    • Notizie personali: momenti di vita, emozioni, pensieri.
      Perché dietro ogni battaglia c’è un cuore che batte.

    Inclusione by Vabax: dove il digitale diventa umano

    Non si tratta solo di accessibilità. Si tratta di dignità, presenza, futuro.
    Il nuovo vabax.it è il frutto di anni di lavoro, crescita e ascolto.
    Ma è anche l’inizio di una nuova stagione, dove ogni contenuto parla chiaro, forte, e soprattutto inclusivo.

    La voce di Vabax continua.
    Su X, su YouTube, su TikTok.
    E ora, anche qui, nel suo spazio più autentico.

    Benvenuti su vabax.it.
    Qui, ogni click è un passo verso un mondo migliore.