AirPods Pro 3: non sapevo cosa mi perdevo

AirPods Pro 3 bianchi visti frontalmente su sfondo bianco.

Prima di questi ho sempre usato cuffie cinesi. Roba da trenta, quaranta euro presa online, qualcuna decente, qualcuna rotta in tre mesi. Non mi era mai venuto in mente che stessi perdendo qualcosa di importante. Erano cuffie. Riproducevano suoni. Cosa vuoi di più?

Poi ho provato gli AirPods Pro 3, e ho dovuto ricredermi su tutto.


La prima cosa che noti: non fanno male

Sembrerà strano come prima impressione per una recensione di auricolari da 249 euro, ma per me è stato il dettaglio che mi ha colpito subito. Con le cuffie in-ear ho sempre avuto quel fastidio dopo un po’ — pressione, quella sensazione che stiano spingendo troppo dentro. Qui non succede. Li metto e quasi mi dimentico di averli. Li porto per ore e non ho mai voglia di toglierli.

Apple ha rifatto il design basandosi su migliaia di scansioni 3D di orecchie reali, e ha aggiunto una quinta taglia di gommini (XXS) rispetto ai modelli precedenti. Stanno fermi anche camminando veloce, non cadono, non si spostano.

Fisicamente sono piccoli. Non sembrano antenne nell’orecchio — sono discreti, con lo stelo corto. La custodia invece mi ha sorpreso al contrario: me la immaginavo minuscola, e invece è più grossa di quanto pensassi. Entra in tasca, ma l’aspettativa era diversa. Piccola cosa, ma meglio saperlo prima.


Il suono è un’altra roba

Venendo da cuffie da trenta euro, la differenza è stata brutale nel senso più positivo. Sento cose che prima non percepivo — strati sonori, dettagli, sfumature. I bassi ci sono davvero, profondi ma senza diventare invadenti. Le frequenze alte sono nitide.

L’Equalizzazione adattiva calibra il suono in tempo reale in base alla forma del tuo orecchio. L’Audio spaziale personalizzato — che usa la fotocamera TrueDepth dell’iPhone per costruire un profilo su misura — fa sembrare la musica tridimensionale. Non esce da sinistra e da destra. Ti circonda.

La prima volta che ho ascoltato qualcosa con queste cuffie ho passato mezz’ora ferma a sentire, senza fare altro. Non mi era mai successo.


Cancellazione del rumore e Trasparenza

La Cancellazione attiva del rumore è la funzione che più mi ha spiazzato, perché non avevo davvero capito cosa significasse finché non l’ho sentita. Sul pullman: silenzio. Voci, motore, freni — tutto tagliato via. Non attenuato, proprio azzerato. La prima volta che l’ho attivata ho pensato ci fosse un problema, tanto era netto il cambio.

La Trasparenza fa l’opposto: senti il mondo fuori in modo naturale, quasi amplificato. Quando cammino per strada ho bisogno di sentire il traffico, e questa modalità funziona esattamente come mi serve — non suona artificiale, non distorce.

Una cosa che ho notato però: con il vento forte, la Trasparenza soffre. I microfoni sembrano chiudersi, si sente meno rispetto a quando non c’è aria. Non è un difetto enorme, ma se cammini spesso all’aperto con vento è una limitazione reale da mettere in conto.

L’Audio adattivo mescola le due modalità in automatico in base all’ambiente. Non l’ho configurato una sola volta — decide da solo, e quasi sempre decide bene.


Accessibilità: quello che nessuno dice

Custodia aperta con due AirPods Pro 3 bianchi appoggiati davanti su sfondo chiaro.

Questa è la sezione che mi stava più a cuore scrivere, perché è quella in cui gli AirPods Pro 3 fanno qualcosa che nessuna cuffia cinese da quaranta euro ha mai fatto per me.

Ogni azione sullo stelo ha un suono di feedback preciso. Premi una volta per mettere in pausa — c’è un suono. Premi due volte per saltare il brano — suono diverso. Premi tre volte per tornare indietro — altro suono ancora. Tieni premuto per cambiare modalità tra Trasparenza, Audio adattivo e Cancellazione — suono. Accetti una chiamata — suono. La rifiuti — suono. Metti le cuffie nell’orecchio — suono che conferma la connessione. Le togli — suono che conferma la pausa.

Non devi vedere niente. Non devi aprire l’iPhone, non devi controllare niente sullo schermo. Ogni interazione ha un riscontro audio immediato e distinto. Per chi naviga il mondo attraverso l’audio come me, questo non è un dettaglio di design — è il motivo per cui queste cuffie funzionano davvero nell’uso quotidiano.

E poi c’è una cosa piccola ma utilissima: il widget iOS mostra in percentuale sia la batteria degli auricolari che quella della custodia di ricarica, separatamente. VoiceOver li legge entrambi. Sai sempre quanto hai rimasto senza toccare niente, senza aprire nessuna app. Sembra ovvio, ma con le cuffie cinesi che avevo prima non funzionava nulla del genere.

La custodia ha anche un altoparlante integrato. Serve per trovarla con l’app Dov’è se la lasci in giro per casa — emette un suono e la localizzi senza cercarla a tentoni. Ma non è solo per questo: fa un suono quando inizi a ricaricare, e un altro quando la batteria è scarica. Anche qui, niente da guardare — te lo dice lei.

Si aggiunge a tutto il resto: il Test dell’udito integrato clinicamente validato che fai in cinque minuti direttamente dalle impostazioni, la Funzione apparecchio acustico per chi ha una leggera perdita uditiva, il Rilevamento conversazione che abbassa la musica quando inizi a parlare, i Gesti con la testa per accettare o rifiutare chiamate senza toccare niente.

È un ecosistema pensato davvero per chi dipende dall’audio. Non come slogan — nella pratica.


Le altre funzioni che uso

Il Rilevamento del battito cardiaco durante l’allenamento si sincronizza con Apple Salute. Per chi non ha un Apple Watch al polso è una cosa seria.

Il Rilevamento del sonno — arrivato con iOS 26 — capisce quando ti sei addormentato e mette in pausa automaticamente quello che stai ascoltando. Sembra piccola cosa, ma ci ho dormito sopra più di una volta, letteralmente.

La Traduzione in tempo reale è disponibile anche in Italia da dicembre 2025, dopo i ritardi per via del Digital Markets Act europeo. Parli in italiano, l’altra persona sente la traduzione nelle sue cuffie — e viceversa. L’elaborazione avviene tutta sull’iPhone, offline, senza mandare niente a server esterni. L’ho provata, funziona, ed è una di quelle cose che sembrano fantascienza finché non le usi davvero.


Cosa non funziona bene

Il Rilevamento conversazione si attiva ogni tanto a caso — tossisco, rido, parlo sottovoce, e abbassa la musica senza che io voglia. Non è bloccante, ma rompe.

Il microfono in ambienti molto rumorosi fa il suo, ma non è infallibile — qualche sillaba si perde ancora.

E poi il limite più assurdo per auricolari da 249 euro nel 2026: nessun equalizzatore manuale. Apple gestisce tutto in automatico e lo fa bene, ma togliere all’utente il controllo sulle frequenze è una scelta che non capisco e non capirò.


Comprarli o no

Vengo da cuffie cinesi da trenta euro. Il salto è stato enorme — nel comfort, nell’audio, nelle funzioni, nell’accessibilità. A 249 euro non sono economici, ma so bene cosa si perde stando molto sotto quella cifra.

Se sei nell’ecosistema Apple e usi le cuffie ogni giorno: sì, valgono.
Se usi Android: perdi metà delle funzioni, considera altro.
Se ti aspetti una custodia minuscola: no, è più grande di quanto sembri nelle foto.


Pro e Contro

Pro

  • Comfort eccezionale, nessun dolore anche dopo ore
  • Cinque taglie di gommini, stanno bene in qualsiasi orecchio
  • Suono su un altro livello rispetto alla fascia media
  • Cancellazione attiva del rumore — silenzio vero
  • Trasparenza naturale e precisa (salvo vento forte)
  • Feedback audio distinto per ogni azione sullo stelo
  • Widget iOS con batteria auricolari e custodia separati, leggibile da VoiceOver
  • Altoparlante sulla custodia: suono per trovarla con Dov’è, suono di ricarica e di batteria scarica
  • Test dell’udito integrato e funzione apparecchio acustico
  • Traduzione in tempo reale disponibile in Italia
  • Rilevamento del sonno con pausa automatica
  • 8 ore di autonomia con cancellazione attiva
  • IP57: pioggia e sudore non sono un problema

Contro

  • Custodia più grande del previsto
  • Nessun equalizzatore manuale
  • Rilevamento conversazione impreciso
  • Trasparenza penalizzata dal vento forte
  • Supporto Android ridotto
  • 249 euro: non è per tutti

Voto: 8/10

Fanno quasi tutto bene. Qualche scelta di Apple rimane inspiegabile — ma nel quotidiano non li mollo.


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